Saluto del Ministro dell?Istruzione,
dell?Università e della Ricerca,
Letizia Moratti,
al Convegno del Cnsu ? Roma, 17 aprile 2002
Cari Studenti,
vi sono grata per questo confronto, dal quale stanno emergendo osservazioni importanti che saranno sicuramente utili per mettere a punto una politica universitaria che vada sempre più incontro alle vostre esigenze e alle vostre aspettative. Perché, come sin dall?inizio del mio mandato ho sempre sostenuto, al centro di un progetto educativo e formativo degno di questo nome ? dalla scuola primaria fino all?università ? c?è lo studente, con i suoi bisogni, le sue aspettative e le sue aspirazioni.
L?università italiana si trova oggi in un momento molto delicato. Dopo anni di immobilismo è stata varata una riforma con la quale si cerca di recuperare il ruolo primario dell?università in una società complessa, che ha visto negli ultimi anni radicali trasformazioni.
Su un punto voglio insistere: l?attuazione della riforma deve rappresentare l?occasione per rivedere il ruolo dell?università nella nostra società, che da essa si aspetta di:
aumentare il numero dei laureati;
diminuire il tempo necessario per conseguire la laurea;
aumentare le occasioni di lavoro per chi esce dalle università.
La riforma deve stimolare la capacità di formare le nuove generazioni della classe dirigente del Paese e contribuire a rilanciare il ruolo di un?università che, fedele alla propria missione originale, sappia promuovere un?autentica educazione alla libertà e alla responsabilità. Quindi, un?università che sostenga e diffonda i valori fondanti della vita senza i quali non sarebbe possibile la formazione della persona, del cittadino e del professionista.
L?attuazione della riforma sta mettendo in luce alcuni problemi e alcune contraddizioni che anche voi, in questo convegno, avete illustrato. Ci troviamo in un momento di transizione in cui il processo riformatore è stato avviato, ma non ancora completato. Occorrerà, dunque, capire insieme ? e l?occasione di oggi è un passo importante in questa direzione ? come proseguire nei prossimi mesi.
In attesa dei dati relativi alle frequenze e agli esami sostenuti, apprendo con soddisfazione dagli studenti che sono qui intervenuti che la riforma sembra dare buoni risultati rispetto alle esigenze di ridurre i tempi di preparazione e di superamento degli esami, anche in quelle facoltà umanistiche per le quali si temeva un abbassamento della qualità, cosa che pare non sia invece avvenuta. Inoltre, il numero di immatricolati quest?anno è aumentato sensibilmente, oltre il 10 per cento.
Mi sembra di capire che non avete dubbi sulla validità del nuovo sistema. Ma al tempo stesso avete espresso preoccupazioni su alcune problematiche, in particolare sulle lauree specialistiche.
A questo proposito intendo tranquillizzarvi. Ho sottolineato in varie sedi e in varie occasioni la necessità di definire una progettazione curricolare in stretta aderenza alle esigenze del mercato del lavoro e, soprattutto, alle esigenze degli studenti. A tal fine è stata messa a punto una serie di requisiti minimi strutturali in grado di garantire e di aumentare la qualità degli studi che costituisce oggi il vero obiettivo di tutta la riforma.
Le proposte dei corsi di laurea specialistica delle università verranno sottoposte alla valutazione del Ministero attraverso una procedura informatizzata che consentirà di accelerare i tempi per l?approvazione dei corsi prima dell?estate. Con il prossimo anno accademico le università saranno dunque in grado di attivare i corsi.
Nelle scorse settimane ho dato incarico a una commissione di esponenti di altissimo livello del mondo accademico, presieduta dal professor Adriano De Maio, di monitorare l?applicazione della riforma e di vedere quali sono i punti critici del nuovo sistema universitario. Alla luce dei risultati del lavoro della Commissione valuteremo quali interventi e quali correttivi saranno eventualmente necessari, per far sì che questo sistema risponda in modo efficace alle esigenze e alle aspettative degli studenti.
Ma veniamo ad altri due problemi che sono stati qui sollevati. Per quel che riguarda le professioni di dottore commercialista, e di ragioniere e perito commerciale, la loro unificazione in un?unica professione economico-contabile è di nuovo allo studio del nostro Ministero e del Ministero della Giustizia. In attesa della creazione di una professione unica verrà assicurata comunque ai possessori dei nuovi titoli la possibilità di accedere ad entrambe le professioni.
Infatti, poiché per accedere alla professione di dottore commercialista e a quella di ragioniere e perito commerciale è necessario aver preventivamente compiuto il prescritto periodo di tirocinio triennale, si sta prevedendo la possibilità di iscriversi nel registro dei praticanti di ciascuno dei due ordini anche per i nuovi laureati e laureati specialisti nelle classi delle discipline economiche.
In riferimento alle lauree triennali nelle classi 2 (scienze dei servizi giuridici) e 31 (scienze giuridiche), va sottolineato che esse sono titoli immediatamente spendibili, in quanto consentono l?accesso alle qualifiche direttive del pubblico impiego, oltre a essere titoli richiesti dalle aziende e che quindi consentono un inserimento qualificato nel mondo del lavoro.
I percorsi formativi di queste due classi di laurea assicurano infatti l?acquisizione di conoscenze idonee a garantire tali sbocchi professionali. Stiamo lavorando con gli esponenti del mondo produttivo per assicurare il collegamento tra università e impresa anche attraverso la possibilità di stage già durante il corso di studi.
Le lauree triennali non consentono l?accesso alla professione forense per la quale una direttiva comunitaria (98/5/Cee) prevede l?individuazione di una specifica formazione. Se quindi già la laurea triennale nell?ambito degli studi giuridici è in grado di assicurare sbocchi professionali immediati, per la professione forense stiamo lavorando con il Ministero della Giustizia al fine di migliorare le scuole di specializzazione per le professioni legali.
In particolare nei prossimi mesi si lavorerà sui seguenti punti:
chiarire il confuso quadro normativo che disciplina l?accesso al concorso di uditore giudiziario, al fine di garantire un canale privilegiato per l?ingresso nella magistratura per i possessori del diploma conseguito presso le scuole;
garantire che nelle scuole di specializzazione per le professioni legali venga assicurata una formazione professionalizzante teorico-pratica, attraverso l?interazione con studi professionali e aule d?udienza, in modo da assicurare l?acquisizione di conoscenze pratiche, oltre a quelle teoriche, e di assorbire l?intero periodo di tirocinio nell?ambito delle scuole stesse;
individuare un?alternativa valida ai quiz quale prova preselettiva per l?accesso alle scuole, poiché ci si è resi conto che i quiz non costituiscono uno strumento idoneo a selezionare i candidati più portati per le professioni legali.
Vorrei fare un?ultima considerazione sul diritto allo studio. Con l?introduzione della riforma e il conseguente aumento del numero degli studenti idonei ai benefici previsti dalla legge, il diritto allo studio diventa, ancora più chiaramente, un punto cruciale. Anche a questo riguardo sarà necessario ripensare quali siano le modalità più efficaci di intervento. Il Ministero sta cominciando uno studio serio e approfondito su questo tema.
Intendo prendere con voi un impegno sul finanziamento nazionale per il diritto allo studio. L?anno scorso non è stato possibile, a causa anche della negativa situazione economica che ha investito tutti i Paesi occidentali in seguito agli attentati dell?11 settembre, incrementare il fondo destinato al diritto allo studio. Quest?anno questa esigenza costituisce per noi una priorità assoluta.
Occorrerà tuttavia studiare nuovi metodi di finanziamento dei servizi a favore degli studenti ?meritevoli e privi di mezzi?. Su un punto intendo soffermarmi a questo proposito. Per troppi anni ha prevalso in Italia, con rare eccezioni, una visione pauperistica del diritto allo studio. L?attenzione alla carenza di mezzi e al sostegno dei meno abbienti trascurava la valorizzazione del merito. Il risultato è una generale insoddisfazione, non solo degli studenti meritevoli con mezzi economici limitati, ma di tutti coloro che cercavano negli studi superiori maturazione e sviluppo.
Noi vogliamo realizzare un?azione politica lontana da sussidi avulsi dal contesto e che, ritagliandosi sui reali bisogni degli studenti, punti alla qualità della vita degli anni di formazione globalmente intesi.
Ho voluto già da quest?anno avviare una serie di azioni, sostenute da adeguate risorse finanziarie, che tengano conto delle diverse caratteristiche ed esigenze degli studenti universitari, tra le quali:
dare il giusto peso al merito negli interventi finanziari per la copertura dei costi di mantenimento agli studi;
potenziare la politica di realizzazione di alloggi e residenze universitarie;
finanziare le attività part-time degli studenti nella gestione dei servizi universitari e di sostegno;
istituire servizi specifici per particolari categorie di studenti (disabili, studenti-lavoratori, stranieri) che amplino l?offerta formativa e incentivino una mobilità extra-regionale;
potenziare i servizi di orientamento e tutorato, in parte affidati agli stessi studenti e che accompagnino i giovani sin dagli ultimi anni delle scuole superiori.
A proposito dell?orientamento quest?anno abbiamo raggiunto un importante obiettivo: la banca-dati dell?offerta formativa di tutte le 77 università italiane, realizzata in seguito alla riforma universitaria e accessibile sul sito del Ministero. Essa rappresenta la base informativa per le preiscrizioni universitarie on-line per l?anno accademico 2002-2003, che si sono aperte l?altro ieri, 15 aprile, e si concluderanno il 15 maggio.
Lo speciale sito del Ministero www.universo.miur.it guiderà per un mese gli studenti alla scelta dei corsi di laurea, di quelli di alta formazione artistica e musicale, nonché dei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, fornendo tutte le informazioni utili per una decisione consapevole in base alle proprie attitudini, alle opportunità occupazionali e ai servizi offerti nei singoli atenei.
E? un servizio importante, che vi chiedo di far conoscere nelle università e nelle scuole, perché rappresenta il momento di partenza di un?efficace azione di orientamento degli studenti, senza la quale non potremo raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti.
Vi ringrazio per i problemi che mi avete segnalato. La vostra collaborazione è preziosa, perché siete soprattutto voi i protagonisti nella nuova università che stiamo costruendo insieme.
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