Riforma Universitaria • 12 November 2004

Il Progetto per un'Università libera (Documento AUTV 03/2000)

Il Progetto per un'Università libera a misura di studente

Lo Studio è la base per sviluppare pienamente la persona, dandole completo accesso alla vita sociale ed economica. Le politiche fino ad ora attuate hanno permesso di superare le barriere delle disuguaglianze che minavano l?accesso ai livelli più alti dell?istruzione. Oggi, si può, quindi, puntare ad un nuovo Progetto: il ?Campus Universitario?. Un sistema in cui si integrano studio e sviluppo della persona e si valorizzano cultura e Tradizioni italiane, un sistema che fornisce servizi agli studenti, prepara per il Mercato del Lavoro e sostiene la Ricerca. Un?Università Libera, realmente funzionale alle esigenze della Comunità studentesca. Gli studenti, da troppo tempo, invocano una forte reazione alle storture dell?attuale sistema universitario, fortemente improduttivo, che determina il sovraffollamento delle Facoltà nelle grandi città, un eccessivo numero di Fuori Corso e un elevato tasso di abbandoni. Tali effetti sono dovuti all?ormai fossilizzato schema dei corsi, all?eccessivo carico di studio, agli ostacoli burocratici e amministrativi, alle poche risorse economiche e strutturali disponibili rispetto a tasse e contributi versati, all?elevato numero di iscritti all?Università per mancanza di un posto di lavoro ed al modesto bagaglio culturale di cui ogni studente è portatore dalle Scuole Superiori. Non va dimenticata l?esigenza, ultimati gli Studi universitari, di dover affrontare lunghi anni di specializzazione e praticantato, che aggravano il ritardo nella conclusione del percorso formativo e, quindi, la perdita di competitività del singolo sul Mercato del Lavoro. Gli studenti, soprattutto i Fuori Corso, sono considerati da molti professori come ?soci sostenitori? degli Atenei, cioè degli strumenti per soddisfare i propri interessi. L?applicazione della Riforma degli Studi può, dunque, essere il mezzo per revisionare i programmi degli insegnamenti e ridurre il carico didattico, avvicinando la durate legale dei corsi alla durata reale degli stessi, comprimendo il ritardo nei cicli di studio rispetto agli altri studenti europei, che entrano prima nel mondo del Lavoro ed acquisiscono più esperienza e competitività. Ma, allo stato attuale, la qualità degli insegnamenti impartiti nell?Università Italiana è sicuramente superiore alla corrispondente estera (altamente specializzata): bisogna evitare che, dietro un falso processo di ?europeizzazione? dei Corsi di Laurea, si verifichi il livellamento della cultura (il ?pensiero unico?) e l'assoggettamento del processo formativo ai poteri forti e al regime tecnocratico, ormai delineatosi alla guida del Nostro Paese. Il laureato non deve essere preparato solo ed esclusivamente per lavorare: la Tradizione italiana degli Studi è caratterizzata da una formazione culturale e metodologica che ?apre? la mente, rende più flessibile il pensiero, sviluppa maggiori capacità di adattamento a differenti forme di lavoro. In tal senso, ricordiamo gli esempi negativi di quei sistemi universitari dove l?eccesso di specializzazione degli insegnamenti ha provocato l?incapacità di porsi davanti a nuovi impegni lavorativi con la stessa flessibilità dei Nostri laureati. Ecco perché va preservata l?attuale qualità degli Studi: questo si può fare effettuando il taglio degli argomenti superflui e ripetitivi, razionalizzando la suddivisione degli argomenti in moduli, attraverso l?accordo dei docenti sui contenuti dei corsi a livello dei Consigli di Laurea (cosa che oggi non accade), ferma restando la libertà di insegnamento. Gli Atenei italiani sono in forte stato di arretratezza rispetto al livello dei servizi offerti. Tale situazione va contrastata con una forte spinta innovativa a 360 gradi. Gli obiettivi sono:
? Completare il quadro formativo
con corsi di formazione integrativa a carattere professionalizzante (lingue, utilizzo dei PC ed Internet, AutoCad, normative di sicurezza), strumenti necessari per rendere l?Università una ?palestra culturale? , non solo un ?esamificio?
? Abbattere le tariffe della mensa
: i prezzi imposti sono troppo alti, il Diritto allo Studio è stato ignorato.
? Incrementare
la quota della spesa pubblica destinata alle Università per la formazione del ?capitale intellettuale?, consentendo il completamento delle strutture esistenti (carenti di aule, banchi, biblioteche, laboratori, centri di calcolo, accesso ad Internet, strutture sportive?) ed il rilancio dei servizi, assai scarsi rispetto ai contributi versati dagli studenti. E? necessario rispondere con urgenza al sovraffollamento delle Facoltà (che appesantisce, ancor di più, i problemi), attraverso una seria politica di decentralizzazione (contrastando lo smembramento degli Atenei) e di indirizzamento dell?eccesso di immatricolazioni a Sedi universitarie alternative, che possono offrire migliori soluzioni logistiche.
? Automatizzare i servizi di segreteria
(per mezzo di macchine poli-funzionali) e la prenotazione degli esami a distanza (attraverso Internet o telefono), riducendo le code chilometriche e le inutili perdite di tempo.
? Spingere
lo Stato e le Aziende per il Diritto allo Studio a scegliere il modello del contributo per l'affitto di abitazioni per i Fuori Sede, rispetto all?edificazione ed alla gestione delle ?Case dello studente?, abbattendo le spese e consentendo, a parità di costo, di concedere a più studenti le agevolazioni per gli alloggi.
? Costituire delle banche dati locali degli alloggi disponibili
per gli affitti agli studenti Fuori Sede. L?obiettivo è creare un sistema di concorrenza tra i locatari e di controllo dei prezzi degli affitti, superando l?attuale ?caccia all?alloggio? (che fa lievitare i prezzi).
? Creare la ?carta dei servizi? per gli studenti
, permettendo l?accesso agevolato a cinema, musei, teatri, punti internet, finanziamenti (per acquisto PC, libri,?) e ad una serie di convenzioni con realtà pubbliche e private locali.
? Garantire i diritti degli studenti lavoratori
, ignorati dalla Riforma, che tenta di reintrodurre l?obbligo di frequenza dei corsi.
? Promuovere l?istituzione di Forum locali ?Università?Lavoro?
(già sperimentati positivamente in alcuni centri), che consentano l?incontro degli studenti con gli enti pubblici, le imprese e le realtà produttive locali. Uno strumento serio e affidabile per orientarsi nel mondo del Lavoro, che consente di ridurre i limiti informativi, causa principale della ?discontinuità? tra domanda e offerta di occupazione.
? Completare la nuova definizione dello stato giuridico della docenza universitaria
, stabilendo a chi debbano rispondere i professori del proprio operato, in un contesto in cui si pretende che il corpo docente si assuma le proprie responsabilità. E? necessario introdurre concorsi basati su criteri autenticamente scientifici per contrastare i baronati, i privilegi e i clientelismi. Un professore bravo, interessante e disponibile va incentivato; un professore incurante degli studenti e assenteista (perché interessato solo al prestigio ed alla libera professione) deve dare spazio a nuovi giovani docenti che lo meritano.
? Attuare realmente
, per ogni Corso di Laurea, l?Osservatorio studentesco per la qualità della didattica e dei servizi amministrativi, permettendo di analizzare l?efficacia degli insegnamenti (tramite questionari compilati dagli studenti ed elaborati da appositi Nuclei di Valutazione), di monitorare la disponibilità, la presenza e la professionalità dei docenti e, più in generale, di giudicare l?efficienza della struttura e i servizi offerti dall?Ateneo. Chiaramente, una parte consistente dei Professori si prepara ad alzare le ?barricate?, per timore di perdere ?diritti? e privilegi da lungo tempo acquisiti.

Basta con l?immobilismo. E? ora di entrare in azione per superare le barriere dell?indifferenza e difendere il valore della Libertà.

Responsabile dell'iniziativa: Gian Luca Bianchi

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