
AU: riforma da incoraggiare, non da contestare
"Chi contesta la Riforma Gelmini o è disinformato o in malafede ed evidentemente teme una gestione dell’Università che risponda per la prima volta a principi di responsabilità e meritocrazia”. Così Andrea Volpi, capogruppo del CentroDestra in Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e dirigente nazionale di Azione Universitaria.
“Il Decreto Gelmini – aggiunge Volpi - mira ad una ottimizzazione delle spese tagliando corsi e sedi inutili, riorganizzando gli Atenei e identificando nel Rettore il legale rappresentante alla cui figura spetterà il coordinamento delle attività scientifiche e didattiche secondo criteri di qualità e nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza e semplificazione. Si concretizza, inoltre, una vera lotta alle storiche baronie universitarie con i docenti che dovranno rendicontare le ore destinate alla didattica e con il limite di 2 mandati ai Rettori che non potranno più essere i padroni a vita degli Atenei”.
“Se ne facciano una ragione compagni e nostalgici del '68, la privatizzazione di cui si riempiono la bocca non c’è stata l’anno scorso e non ci sarà quest’anno. In compenso, se il buco supererà il 10% del bilancio dell’Ateneo scatterà il dissesto finanziario con il conseguente commissariamento e, laddove, si assumeranno indiscriminatamente gli amici degli amici senza raggiungere un buon livello di ricerca e una buona qualità della didattica si percepiranno meno soldi dal Fondo di Finanziamento Ordinario” ha concluso Volpi uscendo dalla sede di Via dell’Umiltà.











