AU: Sull'Università, Sinistra isolata nel museo del '68
"Gli ultimi posti nelle classifiche sulla qualità della didattica, i bilanci in rosso della maggior parte degli Atenei italiani e una riforma innovatrice che mette al primo posto rigore e merito non sono argomenti validi per scoraggiare un movimento allo sbando, senza proposte, scaricato prima dagli studenti e poi dai Rettori, buono solo per un museo di quel 68 che non c’è più". Così Andrea Volpi e Giovanni Donzelli, rispettivamente capogruppo del CentroDestra nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e Presidente Nazionale di Azione Universitaria, commentano la contestazione odierna dell’Onda sotto il Ministero di Viale Trastevere.
"L’ Università senza una riforma rivoluzionaria e audace come questa – aggiungono Volpi e Donzelli – sarebbe davvero sul punto di non ritorno, impantanata tra dissesti di bilancio, sprechi e parentopoli. Grazie al decreto Gelmini non avremo più Rettori a vita, sedi e corsi inutili, bilanci fuori controllo e poco trasparenti, ma soprattutto chi sbaglia sarà commissariato e chi spende male avrà meno soldi: quale garanzia migliore per il futuro universitario? Finalmente vengono recepite e diventano legge alcune delle istanze che rivendichiamo da decenni come una migliore selezione nella scelta dei docenti e maggiori opportunità per gli studenti meritevoli, con la componente studentesca finalmente al centro dell’attenzione, più presente nei Consigli di Amministrazione e influente nelle elezioni dei Rettori".
"Efficienza, semplificazione e programmazione rappresentano la giusta via per rilanciare l’accademia e restituire dignità alla cultura italiana. Auspichiamo che nel passaggio in Parlamento il decreto Gelmini non sia stravolto, anzi ci batteremo per ottenere che i professori timbrino il cartellino e per fare in modo che il Governo stanzi, anche attraverso le risorse provenienti dallo scudo fiscale, maggiori fondi per la mobilità e per le borse di studio" conclude Volpi a nome della Destra universitaria.









