Diritto allo Studio • 13 September 2006

Regione Lazio: La nuova Legge sul Diritto allo Studio (08/2003)

La Regione Lazio, con il forte contributo di Azione Universitaria e delle altre forze del Centro-Destra giovanile, ha finalmente varato la nuova Legge Regionale sul Diritto allo Studio. "Per noi studenti una vera vittoria a tutto campo. Abbiamo proposto degli emendamenti migliorativi alla Legge Regionale per il Diritto allo Studio universitario: la Giunta ed il Consiglio li hanno accettati. Ne è scaturito un testo equilibrato e concertato con i nostri rappresentanti, in linea con le più moderne visioni del Diritto allo Studio, che proietta il Lazio in avanti sulle garanzie di qualità dei servizi offerti agli studenti". È il commento entusiasta dei giovani leader nazionali Gian Luca Bianchi (Azione Universitaria) e Andrea Morbelli (Studenti per le Libertà), dopo l'avvenuta pubblicazione del nuovo Regolamento laziale nel quale viene istituita la nuova Agenzia Regionale denominata Laziodisu. I due Consiglieri Nazionali degli Studenti hanno ricordato come "il presidente Storace e l'Assessore Simeoni abbiano mantenuto tutti gli impegni assunti: gli studenti hanno ottenuto un livello di rappresentanza negli organi decisionali e nelle Commissioni di Sorveglianza che non ha pari in Italia. Ciò consentirà di verificare adeguatamente il livello qualitativo dei servizi offerti e di controllare l'efficacia delle attività di gestione degli stessi. Abbiamo ottenuto anche la costituzione di un C.d.A. numericamente ristretto e il mantenimento delle sedi decentrate, una per ogni università statale, che garantiranno un miglior controllo del territorio e saranno un importante raccordo con gli studenti e le loro esigenze." "La nostra azione è stata assai incisiva", hanno affermato i due studenti, " visto che, oltre alle sempre prioritarie borse di studio e ad una più moderna politica per gli alloggi, abbiamo ottenuto l'introduzione di nuovi servizi didattici, formativi e culturali per l'assistenza e il supporto alla qualità dello studio, nonché un rafforzamento delle politiche per favorire gli scambi culturali, la mobilità regionale, nazionale ed internazionale e l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro." "Chi intende strumentalizzare la nuova Legge Regionale", hanno concluso i due giovani, "parlando di privatizzazione dei servizi, dimentica l'esigenza di migliorare la gestione economica degli stessi, che va resa razionale ed efficiente per superare gli sprechi fin ora prodotti. Questi sono i veri "costi sociali" che limitano la possibilità di far accedere ai servizi un sempre più ampio numero di studenti e che stanno portando il vecchio sistema regionale del Diritto allo Studio verso il collasso."
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