Azione Giovani ed Azione Universitaria hanno organizzato una contestazione di piazza contro il Governo. La contestazione è rivolta all’incapacità di questo Governo e, più in generale, del sistema politico di
affrontare seriamente e di risolvere le sempre più pesanti problematiche sociali giovanili: lavoro, casa, famiglia e pensione sono le quattro facce di una precarizzazione completa del nostro presente e del nostro futuro, che
generano insicurezza e instabilità crescente.
A differenza di quello che scrivono i giornali, la nostra generazione non rappresenta una “
Gioventù Bruciata” persa tra legalizzazione delle droghe leggere, stragi del sabato sera, bullismo e violenza politica con il passamontagna: molti, infatti, ovvero la stragrande maggioranza, con orgoglio e dignità, possono rivendicare un
corretto, esemplare ed irreprensibile stile di vita (ovvero si divertono in modo socialmente accettabile e fanno sport invece di “farsi”) ed impegnano le
proprie energie nel sociale e per
costruire un futuro migliore per se stessi e per la società in cui viviamo.
Sino ad ora, è la
politica che è stata incapace di reagire e di adottare scelte economiche in grado di agevolare lo sviluppo del Paese ed il consolidamento dell’occupazione, di introdurre delle agevolazioni reali per le giovani coppie che chiedono un mutuo per l’acquisto della prima casa, di aiutare le famiglie a crescere i propri figli, nonché di comprendere che senza una vera riforma un’intera generazione (la nostra) rimarrà senza pensione o con la pensione minima.
Sono delle buone ragioni per manifestare tutti insieme, anche sotto il sole di luglio.

“
Basta cazzate. Rivolta generazionale”: è questo lo slogan che caratterizzerà la nostra battaglia, contro chi vorrebbe attribuire gli status di ‘bulli e pupe’ ad un intero popolo di giovani, continuamente criminalizzato e bombardato dai giudizi ingenerosi e devianti dei media e dell’opinione pubblica per le follie di pochi, ma che in realtà cela un
mondo di ragazzi impegnati quotidianamente e che vorrebbe solo avere il diritto di costruirsi un futuro dignitoso.
La Giovane Destra dimostrerà ancora una volta di essere avanguardia di una generazione, che deve ribellarsi a questo scempio che si sta consumando impunemente e che getta solo ombre sul domani. Esiste un popolo di ragazzi che ambisce a realizzarsi attraverso la costruzione di una famiglia, attraverso la gioia di poter acquistare una casa, per mezzo di un lavoro appagante e con la sicurezza di non dover aspettare di compiere 100 anni per poter andare in pensione e godersi un meritato riposo dopo un’intera vita di sacrifici. Non vogliamo più ascoltare le cazzate di un governo schizofrenico e di quelle lobby che paralizzano l’Italia e che sono disposte a compromettere il nostro futuro pur di ricavarne benefici per pochi.
IL DISCORSO IN PIAZZA DI GIAN LUCA BIANCHI
Abbiamo contestato un
Governo che non ha orecchie per ascoltare ed un
sistema politico di affrontare seriamente e di risolvere le sempre più pesanti problematiche sociali giovanili:
lavoro, casa, famiglia e pensione sono le quattro facce di una precarizzazione completa del nostro presente e del nostro futuro, che generano insicurezza e instabilità crescente.
Pur se molti giovani tengono un corretto ed irreprensibile stile di vita (ovvero si divertono in modo socialmente accettabile e fanno sport invece di “farsi”) ed impegnano le proprie energie nel sociale e per costruire un futuro migliore per se stessi e per la società in cui viviamo, tutto ciò
non garantisce un futuro e, soprattutto, una pensione dignitosa.
Sino ad ora, la
politica è stata incapace di reagire e di adottare scelte economiche in grado di agevolare lo sviluppo del Paese ed il consolidamento dell’occupazione, nonché di comprendere
che senza una vera e coraggiosa riforma un’intera generazione (la nostra)
rimarrà senza pensione o con la pensione minima.
È questo il momento migliore per lanciare uno "
scontro generazionale" per tutelare il nostro futuro. È uno "scontro" necessario
rispetto ai gerontocrati che tappano tutti gli sbocchi e che prendono
decisioni a loro vantaggio, danneggiando irreparabilmente il nostro avvenire...
1. Con il tempo si
allungherà di molto l’età pensionabile e lavoreremo più a lungo in condizioni di precariato costante: insomma, se oggi tendono per legge a rallentare il pensionamento di coloro che hanno
57/58 anni, noi
andremo in pensione almeno verso i 70, prima di godersi un meritato riposo dopo un’intera vita di sacrifici.
2. Il complesso sistema dei versamenti previdenziali ci porterà, dopo 35/40 anni di versamenti, ad
ottenere per noi
pensioni minime o poco più elevate delle minime, magari
non consentendo di pagare le ultime rate dei mutui contratti quasi mezzo secolo prima o
di avere un dignitoso stile di vita
3. E tutto ciò nonostante l’
elevato aumento delle aliquote contributive e delle
tasse che paghiamo e pagheremo, perché quello che
versiamo oggi serve a pagare la pensione dei nostri genitori, zii e nonni
4. Senza contare che da un lato
accorciano l’età pensionabile della massa dei lavoratori (impiegati, operai, dipendenti), e dall’altro sono anni che vengono
prorogate l’età lavorativa nei posti che contano (docenti universitari, medici, ….) bloccando l’accesso ad essi
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