Comunicati stampa • 29 November 2005

AU contro gli atti universitari a pagamento

"Gli Atenei devono sobbarcarsi una soluzione per eliminare rapidamente l?inutile balzello di 14,68 Euro sugli atti amministrativi degli Atenei, necessari agli studenti universitari per accedere a sconti o convenzioni su certi servizi pubblici e privati. Servono, infatti, le certificazioni di iscrizione all?università o degli esami svolti per ottenere le agevolazioni: l?imposta di bollo di 14,68 euro per il rilascio di certificati, estratti, copie e simili di atti e documenti pesa soprattutto sulle fasce meno abbienti". Lo ha affermato Piero Cavallo, capogruppo di Azione Universitaria al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, contestando la disciplina divenuta operativa recentemente in conseguenza della sentenza n. 4995, emessa dalla Cassazione Penale il 28 maggio 1997, con la quale è stata riconosciuta la qualifica di pubblico ufficiale al dipendente dell?Università munito di potestà certificativa. "Non possiamo credere ? ha proseguito il giovane dirigente di AN ? che gli studenti debbano continuare a spendere su tutti i fronti per poter ottenere dei benefici economici, con buona pace del Diritto allo Studio. La spesa diviene eccessiva anche per i laureati, quando devono richiedere più di un certificato per attestare il titolo di studio. Gli Atenei devono impegnarsi per abbattere questo ennesimo aggravio che ricade solo sulle tasche dei giovani e delle loro famiglie, già salassate dalle crescenti tasse universitarie. In sostanza, nella società della conoscenza e dell?informazione, basterebbe che le Università informatizzassero tutti i dati degli studenti, per consentire loro di stampare, in modo protetto e nel rispetto della privacy, le certificazioni in carta semplice senza passare per le segreterie".

Info GP