AU: Il C.N.S.U. chiede di incontrare il Presidente Napolitano
"Apprendiamo con una certa sorpresa che il Presidente Napoletano si sia dichiarato favorevole ad incontrare gli studenti che protestano conto la proposta di Riforma dell’Università del Ministro Gelmini, ma, soprattutto, che non abbia pensato di incontrare il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, unico organo di rappresentanza studentesca a livello nazionale, democraticamente eletto". È quanto dichiara in una nota Mimmo Paternoster, rappresentante nazionale degli studenti eletto nella lista "Studenti per la Libertà - Azione Universitaria" (PdL).
"Se si decide di ascoltare solo la minoranza contraria al D.D.L. e non la maggioranza favorevole si commette un grosso errore di valutazione e si contribuisce a far passare un messaggio sbagliato - continua la nota – poiché, se per essere ascoltati si devono mettere a ferro e fuoco le città, nessuno fermerà più tutti coloro che credono di avere qualcosa da dire".
"È bene - conclude la nota - che il Capo dello Stato si relazioni con tutti, poiché non è corretto che in questo Paese ci siano figli e figliastri, sopratutto quando i figliastri sono rappresentanti istituzionali democraticamente eletti dalla maggioranza degli studenti. Chiedo, quindi, al Presidente Napolitano di incontrare il CNSU, l’organo consultivo del Ministero che contiene al suo interno tutte le anime delle rappresentanze studentesche e che è sicuramente lo strumento migliore per ascoltare in una sola volta tutte le istanze degli studenti universitari"
Segue una lettera firmata dai rappresentanti degli studenti e destinata al Capo dello Stato
Mimmo Paternoster
Egregio Presidente Giorgio Napolitano,
siamo studenti universitari che, pur non pretendendo di dichiararsi rappresentativi della maggioranza del Paese, Le chiedono di essere ascoltati al pari dei ragazzi contrari al disegno di legge dell’Università, ovvero di quel provvedimento che molti giudicano una “rivoluzione copernicana”, auspicabile e positiva, del sistema universitario Italiano.
Anche noi, da molti anni facciamo sentire la nostra voce, talvolta ripresa dai mass media, che viene recepita dalla istituzioni, dai palazzi del "potere" e, soprattutto, dagli studenti che ci sostengono quotidianamente e mostrano il loro apprezzamento attraverso gli importanti risultati conseguiti alle elezioni studentesche. Tutto ciò senza necessità di creare tensioni sociali e momenti di guerriglia urbana, come quelli che tutto il mondo ha potuto vedere nelle sconvolgenti immagini dello scorso 14 Dicembre. La mancata condanna, da parte di molti, di quelle violenze ci ha ulteriormente sorpresi, lasciandoci a tutto oggi basiti.
Pertanto, pur condividendo lo spirito di questa Riforma che punta a responsabilizzare gli Atenei, garantendone l’autonomia e premiando i più virtuosi, abbiamo richiesto alle istituzioni un incremento dei finanziamenti che abbiamo visto consolidarsi con quel miliardo di euro previsto nell’ambito della Legge di stabilità del 2011. Abbiamo chiesto che i docenti certificassero la loro presenza all'interno degli Atenei, contro il malcostume, l’assenteismo e los sfruttamento di assistenti e di precari, e ciò è stato recepito nella proposta di Legge. Abbiamo chiesto maggiori tutele per i ricercatori, troppo spesso meri "portaborse" e supplenti dei docenti, ed anche per questo il disegno di legge ha ancorato la loro carriera alla valutazione della produttività scientifica individuale e, per la prima volta, all’impegno didattico. Abbiamo chiesto regole trasparenti per il reclutamento dei professori ed il Parlamento ha risposto prevedendo l'impossibilità di assumere parenti sino al 4° grado, che si aggiunge alla già prevista adozione di un codice etico d’Ateneo. Abbiamo chiesto regole per migliorare la governance ed equilibrare lo strapotere dei Rettori e dei cosiddetti baroni e, per il futuro, i mandati saranno a termine (ovvero non più eterni) e si avrà la possibilità di sfiduciare e commissariare gli stessi. Abbiamo chiesto tutela per tutti gli studenti meritevoli ed il Governo ha risposto con la previsione del Fondo per il Merito, che si integra al sistema del diritto allo studio esistente, senza intaccare le prerogative costituzionali a difesa delle fasce più deboli.
Come vede, Sig. Presidente, abbiamo scelto di far prevalere il buon senso e la non violenza, contribuendo al miglioramento di un sistema universitario ingessato e gerontocratizzato, poiché siamo stanchi di un mondo dove se sei “figlio di”, “parente di”, “amico di”, puoi avere le uniche carte in regola per andare avanti… In più occasioni abbiamo denunciato le frottole propagandistiche raccontate in merito alla proposta riformatrice e la totale assenza di proposte ed alternative dei manifestanti, probabilmente dovuto ad una lettura superficiale o fortemente politicizzata del Disegno di Legge e dei sui allegati.
Siamo stati contenti per quanto Lei ha dichiarato nel mese di Luglio, ovvero che il sistema universitario necessita di essere riformato e ammodernato. Come per Lei anche per noi studenti è vergognoso vedere le nostre Università ai margini della classifiche mondiali, se si considera che l'Italia è stata la culla della cultura mondiale.
Ne approfittiamo per augurarLe un sereno e felice Natale.
Studenti Universitari









