AU: Con linee guida del Ministro Gelmini, si rischia di istituzionalizzare la cooptazione dei docenti (05/2009)
UNIVERSITA'. Azione Universitaria (PdL): Con linee guida del Ministro Gelmini, si rischia di istituzionalizzare la cooptazione dei docenti
“In attesa di conoscere i punti qualificanti di quella che sarà la Riforma Universitaria comunichiamo la nostra completa disapprovazione nel metodo con il quale, anche questa volta, sono state presentate prima ai giornali e alla Conferenza dei Rettori (CRUI), le linee guida del Ministro Gelmini sul nuovo meccanismo a chiamata per il reclutamento dei professori e sul processo di moralizzazione del mondo universitario”. Così Andrea Volpi, capogruppo del Centro Destra Universitario al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU), organismo di rappresentanza dei giovani presso il Ministero dell’Università e della Ricerca.
“Al CNSU – ha proseguito il giovane dirigente di Azione Universitaria (PdL) - abbiamo scelto di non esprimere un parere sui punti previsti dalla proposta normativa, in quanto tali linee guida non sono state condivise con gli studenti nei tempi idonei. Dispiace essere bypassati da un Ministro del quale abbiamo sostenuto i primi passi e del quale abbiamo condiviso il progetto riformatore. Il rammarico nasce anche dal fatto che al CNSU il Centro Destra è maggioranza, così come nella maggioranza degli Atenei Italiani”.
“Lasciare alle singole università – ha concluso Volpi - la possibilità di chiamare chi vogliono tra un enorme elenco di idonei, senza alcuna graduatoria, non risolve il problema del sistema delle raccomandazioni e della cooptazione, anzi lo stabilisce per legge. L'idoneo raccomandato, infatti, sarà chiamato immediatamente ad insegnare e avrà la cattedra e lo stipendio. L'idoneo che non è figlio o parente di nessun barone invecchierà aspettando di essere chiamato da qualche Ateneo. In più i commissari, che giudicheranno a livello nazionale chi è idoneo, saranno sorteggiati tra commissari eletti, ovvero espressi secondo le solite logiche di scambi di favori tra baroni. Ci sembra chiaro che la Conferenza dei Rettori sia favorevole”.
"Aspettiamo di leggere la riforma completa dell'Università e non le anticipazioni rilasciate ai quotidiani, ma il doppio passaggio tra esame di idoneità e libera chiamata da parte degli Atenei non ci convince: è un monumento alla cooptazione, rischia di essere la negazione del merito." Attacca Giovanni Donzelli, leader nazionale di Azione Universitaria.
"Lasciare agli Atenei la possibilità di chiamare chi vogliono tra un enorme elenco di idonei senza nessuna graduatoria, non risolve il problema della raccomandazione e della cooptazione, ma lo stabilisce per legge. L'idoneo raccomandato, infatti, sarà chiamato immediatamente ad insegnare e avrà la cattedra e lo stipendio. L'idoneo che non è figlio o parente di nessun barone invecchierà aspettando di essere chiamato da qualche Ateneo" prosegue Donzelli. "In più i commissari che giudicheranno a livello nazionale chi è idoneo saranno sì sorteggiati, ma tra commissari eletti. Espressi quindi secondo le solite logiche di scambi di favori tra baroni".
"Siamo favorevoli all'introduzione del codice etico come premessa alla legge, ma aspettiamo anche di capire quali saranno le conseguenze previste per chi non dovesse rispettare il codice etico. Se resta una dichiarazione di buoni propositi, il codice etico è importante ma più o meno ininfluente. Dispiace che il Ministro Gelmini, che stimiamo e apprezziamo, si sia confrontata su questa riforma prima con i Rettori che con il movimento universitario del suo partito. Azione Universitaria ha difeso con convinzione e determinazione il Ministro nei giorni caldi della contestazione, adesso però se ci troviamo a leggere la riforma universitaria dai giornali, dopo che è stata concordata con i Rettori, ci sentiremo liberi di contestare tutto ciò che non ci convince".
"Aspettiamo di leggere la riforma prima di giudicare. Non vorremmo però, che mal consigliata da qualche notabile del MIUR, il Ministro Gelmini avesse scelto di dichiarare guerra ai baroni alla luce del sole, ma di concordare nell'ombra le riforme con chi ha affossato l'Università italiana". Conclude Giovanni Donzelli a nome di Azione Universitaria.









