Articoli e recensioni • 27 April 2005

Non solo Doping! Una voce a difesa del ciclismo (11/2004)

Come ormai già sappiamo da luogo comune, la parola ciclismo è associata molto spesso a quella di doping. Questo sport che durante gli anni del dopoguerra ha contribuito all?unificazione degli italiani che nelle imprese dei vari Coppi e Bartali vedevano le loro stesse sofferenze, difficoltà che essi affrontavano nella vita di tutti i giorni, oggi viene spesso infangato come sport di ?drogati?. E? innegabile che la scienza abbia fatto passi da giganti negli ultimi anni e la stessa sia stata usata da dottori e medici senza scrupoli che, spesso con la consapevolezza dell?atleta stesso,?truccano? il motore del corpo umano col fine di raggiungere il risultato sportivo ad ogni costo, mettendo a repentaglio la vita degli atleti con conseguenze future ancora sconosciute. Come in tutti i campi non bisogna fare di ?tutt?erba un fascio? e questo vale anche nel ciclismo. Purtroppo per il giornalista fa più notizia un corridore trovato positivo all?antidoping, che descrivere l?impresa del vincitore. Bisogna tornare ai valori essenziali del ciclismo quelli della sofferenza, della fatica e delle imprese che fanno sognare la gente. Credo, che la parabola sportiva di un certo Marco Pantani descriva tutto questo. Pantani l?uomo che ha riportato il ciclismo nelle prime pagine dei giornali, ascolti record in televisione,migliaia di persone ai bordi delle strade nelle tappe di montagna. La gente vedeva nella vita di Pantani la propria, in quanto impersonificava l?uomo che nonostante le sofferenze che la vita non gli ha risparmiato, come i numerosi infortuni che avrebbero scoraggiato chiunque a risalire soltanto in bicicletta, non solo tornava ma addirittura tornava più forte di prima. Soltanto il sospetto, e sottolineo sospetto, del doping in quanto si trattava solo di valori fuori norma non riconducibili all?assunzione di sostanze proibite, è riuscito a fermare, bloccare Pantani. Tutti si sono accaniti contro di lui che è passato da eroe a ?Imbroglione?, come se tutti avessero dimenticato le sue gesta. Pantani ha sempre vinto, nelle categorie giovanili, nei dilettanti e in tutti i suoi anni nel professionismo e non aveva sicuramente bisogno di barare. Purtroppo il ciclismo non gode di ?protezione?spesso anche dei mass-media come in altri sport più ricchi ma nonostante tutto questo la gente continua a seguirlo perché niente può fermare le emozioni che le gesta di questi atleti, che raggiungono i limiti della sofferenza umana, riesce a dare. W il CICLISMO!

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