La Libertà dei popoli • 07 February 2008

Shoah: Per un "Giorno della Memoria" senza amnesie (01/2008)

La storia del mondo è costellata di genocidi. È più che giusto ricordare le 6 milioni di vittime della Shoah, organizzata e realizzata dal regime nazista più di sessant’anni orsono, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, cui si aggiungono le altre centinaia di migliaia di prigionieri assassinati dalle truppe tedesche per aver sostenuto altri movimenti politici, per le tendenze sussuali, per l’appartenenza ad altri gruppi etnici, ecc… È altrettanto doveroso, però, non dimenticare le vittime di molti altri genocidi che i politici, per opportunità, e gli storici, per conformismo, hanno relegato in un angolo della nostra memoria. Dieci milioni di pellerossa americani furono massacrati nel corso del XIX secolo (in alcuni casi, con episodi di particolare atrocità, come le carneficine di Wounded Knee e di Sand Creek River). Un milione e mezzo di uomini, donne, vecchi e bambini furono scientemente eliminati dal governo turco durante il genocidio del popolo cristiano-armeno del 1915. Tre milioni di civili tedeschi (in assoluta preponderanza donne, vecchi e bambini) furono massacrati dall'Armata Rossa in Prussia, Slesia e Pomerania. Migliaia di prigionieri polacchi furono trucidati dall'Armata Rossa nelle fosse comuni di Katyn. Più di 30.000 cittadini italiani furono massacrati e gettati nelle “foibe” dai comunisti slavi in Istria e Dalmazia. Migliaia di italiani - non solo fascisti o presunti tali, ma anche semplicemente anticomunisti, religiosi, proprietari di terreni ed imprese – furono uccisi, spesso dopo atroci torture e mutilazioni, dai partigiani comunisti tra il 25 aprile 1945 e la fine del 1947 (come ha documentato Giampaolo Pansa nei suoi libri). Più di 200 milioni sono morti nei campi di concentramento nell’URSS staliniana, nei gulag sovietici oppure sono stati sterminati per fame (per carestia provocata intenzionalmente) in Ucraina negli anni '30. Milioni di persone (non si conosce la cifra precisa) sono state sterminate per fame (sempre per carestia provocata intenzionalmente) dal regime comunista in Etiopia negli anni '70. Tre milioni di cambogiani sono morti, in tre anni, nel loro Paese trasformato dai Khmer rossi in un unico, immenso campo di concentramento e di sterminio. Tre milioni sono state le vittime civili dell'Armata Rossa nell'occupazione sovietica dell'Afganistan. Migliaia di Curdi sono stati massacrati da Saddam Hussein con i gas nervini. Nonostante la morte dei dittatori ed il “crollo delle ideologie”, la lista della vergogna continua ad allungarsi. Domandiamoci perché…

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