Oggi 12 novembre, in molte parti d'Italia, delegazioni di Azione Giovani ed Azione Universitaria si sono recati in luoghi simbolici per commemorare il quarto anniversario della strage di Nassiriya, nella quale morirono 19 nostri connazionali, tra i quali dodici carabinieri, cinque militari e due civili a seguito di un attentato kamikaze nella base militare italiana della città irachena.
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Nassiriya: per non dimenticare (11/2006)
Oggi
12 novembre, una delegazione di Azione Giovani si è recata a Roma, presso l’
Altare della Patria, per
commemorare, insieme al Presidente Fini, il terzo anniversario della strage di Nassiriya, nella quale morirono 19 nostri connazionali, tra i quali dodici carabinieri, cinque militari e due civili a seguito di un attentato kamikaze nella base militare italiana della città irachena.
Nassiriya è l’episodio più grave della storia del nostro esercito dalla fine della seconda guerra mondiale. Una tragedia alla quale il popolo italiano ha risposto con eccezionale compostezza e senso di appartenenza nazionale. La gradinata del Vittoriano coperta di fiori, le interminabili file notturne di fronte alla camera ardente che centinaia di migliaia di persone hanno affrontato per poter porgere personalmente il proprio omaggio alle vittime, la partecipazione oceanica e spontanea ai funerali hanno rappresentato il più alto momento di orgoglio nazionale di tutta la nostra storia repubblicana.
Eppure, è decisione di pochi giorni fa del
governo italiano di non tenere più una specifica cerimonia in occasione dell’anniversario della strage. Il ministro della Difesa Parisi ha infatti stabilito che tutti i nostri caduti vengano ricordati il 2 novembre, in occasione della ricorrenza dei defunti. Una
scelta vergognosa, tanto più perché la scelta della sinistra di non celebrare l’anniversario sembra derivare da interessi di carattere ideologico o di mero calcolo politico, ovvero dalla volontà di rimuovere un sentimento di cordoglio comunemente sentito, ma scomodo per chi voglia negare il contributo di pace dato dai nostri soldati in Iraq.
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In ricordo di Nassirya (11/2004)
Matteo Prugnoli